Enrico “Biso” Bisetto

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La vita ludica è cominciata presto: a parte i soliti giochi da strada che facevo da adolescente nella via dove abitavo, i giochi da tavolo, se così si possono chiamare, più indietro nel tempo che ricordo erano un gioco di Remì, quello dei cartoni animati tristissimi, e il mitico gioco sul triangolo delle bermuda, quello con la nuvola calamita che catturava le navi. Quei giochi purtroppo non li trovo più, chissà che fine hanno fatto. Era un periodo in cui il gioco era un riempitempo ed è con l’andare degli anni che è diventata una filosofia di vita, un passatempo o, per dirla veramente tutta, un chiodo fisso (oggi non ci penserei mai a buttar via un gioco, qualunque esso sia!).
Più avanti negli anni sono arrivati il classico Risiko, Monopoly, Hotel, Manager, ecc.ecc. ma è stato alla fine degli anni ‘80 con l’acquisto di Dungeonquest della GW che sono entrato permanentemente in questo mondo. (Ci sono arrivato perché degli amici mi hanno fatto conoscere i meravigliosi giochi della International Team: Settima Legio, Zargo’s Lord, Millenium, e mi hanno attaccato il maledetto germe dell’anelare alla ludoteca perfetta.)
A quei tempi l’unico negozio veramente fornito era il negozio di Nando e organizzavamo ogni 3-4 mesi una gita a Verona per passare un giorno intero all’interno del negozio; era il periodo in cui si potevano ancora aprire le scatole e guardare dentro cosa c’era, leggere i regolamenti, toccare con mano! Forse qualcuno di voi si ricorda dell’emozione quando nella cassetta della posta arrivava il tomo/catalogo dei Giochi dei Grandi, che libidine.

La vita ludica sino ad oggi è stata prospera e serena: due momenti importanti sono stati l’acquisto di Starfleet Battle con espansioni e moduli vari, e il Merp, abbandonato poi per “suo papà” Rolemaster.
Porto questi due giochi ad esempio perché sono stati giochi su cui abbiamo speso nottate su nottate e fotocopie su fotocopie; Rolemaster perché ci è piaciuto sin da subito anche se col senno dei tempi moderni forse non era un sistema perfettissimanente perfetto e giocabile (comunque, anche se a rilento, una delle prime campagne continua da almeno 15 anni), e Starfleet per la profondità delle meccaniche di gioco, la differenza tra le varie razze, lo studio delle tattiche e delle navi che ci tenevano in fibrillazione sino alla partita successiva (ci allenavamo anche per fare i tornei alle convention). Sono tuttora un fedelissimo Romulano.

Oltre a questi due mostri ho una discreta collezione di giochi di vario genere, che non ha senso che vi elenchi.
Preferisco le ambientazioni fantasy o di fantascienza e sono patito delle varie espansioni che escono per i giochi (come si era capito quando prima ho parlato di Rolemaster e di Starfleet - dove ho speso le mie fortune giovanili) quindi: tutte le espansioni di Alhambra, tutte le espansioni di Settlers, tutte le espansioni mini di Runebound, alcune espansioni di Duel of Ages, ecc.ecc. (da questo punto di vista sono malato, giuro).
Ho la fortuna che anche a mia moglie piace giocare quindi chiude un occhio quando faccio l’acquisto grosso perché sa che prenderò almeno un giochetto da fare con gli amici quando ci troviamo i fine settimana.

Di giochetti poi ho iniziato a prenderne anche per le mie due bestiacce, sia per la grande (”gli aerei” -Flying Circus, “le galline” - Hick Hack in Gackelwack, “i maiali” - Schweinsgalopp, Dicerun, Il gioco di Babbo Natale, ecc.) che per il piccolo (Im Märchenwald, Buntbär & Co. e altri giochi della Adlung)

In Tana sono iscritto da un pezzo (non ricordo come ci sono finito) ma inizialmente cazzeggiavo qua e la; è con la chiamata alle armi di Raf, per la partita online di Civilization, che ho cominciato a frequentare il sito quasi ogni giorno.